Islamico (670-1260)

L'arte islamica è essenzialmente l'arte del bello, oltre ad essere un mezzo di culto. Viene sviluppato l'arabesco come stile ornamentale universale, stilizzazione di forme vegetali e soprattutto rappresentativo di temi geometrici e simboli presi in prestito dalla calligrafia, ma è nella costruzione delle moschee, che si riproducono meglio che altrove i fondamenti dell'arte islamica. Significativi e pregevoli, oltre ai mosaici, anche le pitture architettoniche, i mausolei, luoghi di culto e di potere, la produzione di ceramiche, la lavorazione del vetro e del bronzo, i tappeti con i loro temi artistici legati alla natura. In architettura, edifici dalle funzioni specifiche, come moschee o madrase, sono creati in forme molto variegate ma seguendo spesso uno stesso schema geometrico di base. Anche se non esiste quasi l'arte della scultura, la lavorazione degli oggetti di metallo, d'avorio o di ceramica raggiunge frequentemente una grande perfezione tecnica.

Islamico (670-1260)



Rinascimento (1400-1650)

Nasce in Italia, a Firenze, all'inizio del XV secolo; appare prima in Toscana e poi si propaga in tutta Europa. Questo stile trova ispirazione all'antichità classica. L’arredamento è rigorosamente architettonico, progettato sulle stesse fondamenta simmetriche di un edificio. Il tavolo non è più un mobile smontabile ma è solido, con un piano robusto e ben levigato e con gambe tornite. Tra le varie forme di tavolo bisogna ricordare il “fratino” tipico dei refettori: due gambe semplici o tornite a forma di colonna che reggono una tavola e sono poi inchiodate e fissate con spine. Il primo Rinascimento (1400-1500) adotta uno stile lineare, i mobili sono arricchiti solo da bassorilievi. Nell'alto Rinascimento (1500-1540) lo stile esalta l'armonia fra architettura e decorazione e i mobili sono impreziositi dall'esecuzione di intarsi che richiamano elementi architettonici, paesaggistici e naturalistici.

Rinascimento (1400-1650)



Barocco (1650-1710)

Il termine, dal francese "baroque", identifica la corrente artistica che caratterizza il XVII secolo e parte del XVIII. In Italia nacque il Barocco che proponeva motivi nuovissimi in architettura che influenzarono anche l'arte del mobile. La caratteristica pregnante dei mobili e delle varie decorazioni dell'epoca é data dal movimento di masse architettoniche, con predilezione per le linee curve e sinuose e sfoggio di dorature e di materiali pregiati, come pietre o metalli, rese possibili anche grazie all'uso della colla, che permette l'incastonatura di decorazioni in marmo, pietre dure, avorio, oro e argento che impreziosiscono i mobili. Iniziano anche a comparire mobili lastronati con legni pregiati. Nei grandi saloni vengono inserite le consolles dai piani di marmo pregiato o riccamente colorato, le immense specchiere, le poltrone, le sedie, i divani, i tavoli, tutti indistintamente di grandi proporzioni. L'oro, in questo stile, è molto presente.

Barocco (1650-1710)



Coloniale (1600-1700)

Lo stile coloniale è diretta emanazione del colonialismo e dell'imperialismo che, a partire dal Seicento, ha caratterizzato gli scenari geopolitici mondiali, diffondendo, anche il modo di costruire i mobili e di arredare le case. I mobili coloniali hanno delle caratteristiche peculiari, sia dal punto di vista stilistico che strutturale. Le case coloniali americane infatti presentano finiture e rivestimenti in legno sulle pareti, sul soffitto e sul pavimento, e mobili realizzati con l'impiego di legni duri come il noce, il ciliegio e il mogano. I colori dominanti sono il bianco, il marrone, il rosso, il giallo e il grigio. Alla predominanza del legno va associata una enorme importanza data alla tappezzeria, ai tessuti, ai tendaggi e ai rivestimenti dei divani, ma anche all'illuminazione artificiale, preferendo lampadari di grosse dimensioni, in vetro e metallo, quello più impiegato nello stile coloniale originale era il peltro, una lega composta principalmente di stagno, al quale vengono aggiunti altri metalli, come il rame.

Coloniale (1600-1700)



Luigi XIV (1660-1715)

Il periodo tra la seconda metà del XVII secolo fino al 1715 circa è permeato dal primo grande stile conosciuto come "Luigi XIV". Il Re Sole si circonda di ebanisti e disegnatori che, con i loro manufatti, esaltano la personalità del sovrano assoluto. Nei loro sfarzosi oggetti appaiono le due "L" incrociate e altri simboli della casa reale. André-Charles Boulle utilizza la tecnica decorativa dell'intarsio, ottenuto sovrapponendo due fogli incollati di uguale spessore, di ottone e tartaruga, sui quali incide la decorazione. Così ricco di bronzi e d'intarsi, costruito sull'esempio delle forme architettoniche del tempo, il mobile in stile Luigi XIV ha bisogno di una struttura di base, realizzata in un legno compatto e resistente, come il noce e il rovere. A volte i mobili sono poi dipinti o dorati, a volte sono invece placcati con legni, come il bosso, il mandorlo, il sicomoro, l'ebano. Ricche di effetti cromatici sono le lavorazioni a marqueterie Boulle, un intarsio di sfoglie di materiale corneo (guscio di tartaruga, madreperla, osso) alternato a lamine sagomate di ottone, o d'argento, o di bronzo dorato.

Luigi XIV (1660-1715)



Regina Anna (1710-1760)

Lo stile Regina Anna in Inghilterra identifica il primo barocco inglese sviluppatosi sotto il regno della regina Anna di Gran Bretagna, per poi essere largamente ripreso tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. In architettura lo stile Queen Anne si armonizza con decorazioni meno pesanti e l'uso di vari pannelli di terracotta o di legno scolpiti, torri d'angolo, il tutto a dare l'idea quasi della ripresa di uno stile maggiormente popolare e domestico, altri architetti svilupparono una versione elegante dello stile, cogliendone unicamente il contrasto prodotto dai mattoni scuri con l'utilizzo della pietra bianca per evidenziare angoli e finestre. L’arredo Queen Anne è "un po 'più piccolo, più leggero e più confortevole rispetto ai suoi predecessori," e gli esempi di uso comune comprendono la gamba “cabriole” che è l'elemento più riconoscibile dei mobili Queen Anne, le linee curve, braccia, rotaie cresta e frontoni , insieme con ornamenti contenuti (spesso in forma di conchiglia) che enfatizzano il materiale, come il noce, essenza scelta frequentemente.

Regina Anna (1710-1760)



Reggenza (1715-1725)

È uno stile di passaggio e di ricerca, tra il 1715 ed il 1725 circa, in cui si riflettono i mutamenti storici e sociali della Francia di Luigi XV. Si alleggerisce il gusto in favore di una concezione esistenziale più liberale. Le case vengono abbellite con mobili non più solenni ma comodi, in cui coesistono linee curve e linee diritte. Si eseguono scene figurative ed elementi vegetali stilizzati sui fianchi, bordi e fronte dei mobili. La novità di maggior rilievo in epoca Regency è nella nuova tipologia della “commode” che ormai si è completamente codificata nella forma a due cassetti. Lo stile segue perfettamente l'architettura neoclassica dello stile georgiano, aggiungendo un tocco di eleganza e luminosità alle strutture. Tratto distintivo dello stile Regency si trova nella facciata ove la porta, solitamente di colore nero, è affiancata da due colonne che talvolta sostengono un balconcino. Le balconate sono spesso in ferro battuto e le finestre ad arco sono parte integrante dello stile.

Reggenza (1715-1725)



Rococò (1720-1770)

Durante lo stile Reggenza germoglia il Rococò, dalla parola francese "rocaille", che indica una moda decorativa bizzarra e appesantita da grottesche, arabeschi, pietre e conchiglie. Gli stili caratterizzanti il periodo Rococò furono il Luigi XV e il Barocchetto. In particolare, lo si fa in buona parte coincidere con il regno di Luigi XV, avvenuto dal 1722 al 1774. Il rococo’, che si afferma facilmente in tutta Europa ed in Inghilterra, è uno stile leggero, raffinato, elegante e un po' frivolo, in cui si perde la forma monumentale e grandiosa del barocco, per assumerne una nuova che ammorbidisce, arrotonda ed ingentilisce. La comodità è sempre più cercata, così nascono vari tipi di sedie, poltrone, ottomane e sofà, tavoli tondi e leggeri, armadi bassi e comode angoliere. I motivi ornamentali vengono soprattutto ripresi dall'Oriente e fra lacche e cineserie varie predomina la conchiglia da cui il nome di stile rocaille.

Rococò (1720-1770)



Neoclassico - Luigi XVI (1760-1820)

Lo stile di decorazione e arredo Neoclassico si sviluppa nella seconda metà del XVIII secolo, in opposizione allo sfarzo del Rococò, e traendo ispirazione dall’antichità greca e romana. In Francia prende il nome del regnante Luigi XVI. Caratterizzano gli arredi forme e motivi capaci di adattarsi alla solennità monumentale, come anche l’eleganza e la piacevolezza di un decoro che non rinunciava alle comodità. Architettura ed ebanisteria sono strettamente legate e gli elementi architettonici li ritroviamo nei mobili. L’intaglio e la forma curvilinea, diffusi precedentemente, sparirono quasi del tutto, rimpiazzati da forti linee verticali e orizzontali, una costruzione delicata e decorata con impiallacciature contrastanti o con pitture con un delicato color avorio. Le gambe dei mobili neoclassici sono lunghe e sottili, rastremate e a sezione quadrata, oppure a forma di canna, con scalanature che ne accentuano la verticalità; le modanature e i piedi presero la forma di capitelli e basi di colonne greche e romane. Lo stile impone legni esotici, come il mogano e l'ebano; i piani di tavoli e tavolini, di cassettoni e di consoles sono talvolta coperti da marmo, ma chiaro, preferibilmente bianco Carrara e giallo Siena. Sedie, divani e poltrone hanno tappezzerie operate in pura seta, impreziosite da elementi decorativi minuti, come fiorellini, festoni, medaglioni. I colori degli arredi sono di preferenza il bianco, il giallo paglierino e l’oro, sebbene anche il rosso pompeiano, l’azzurro indaco e il verde pallido.

Neoclassico - Luigi XVI (1760-1820)



Impero (1800-1815)

Lo stile impero si diffonde in Europa a seguito delle incursioni militari di Napoleone. I mobili si presentano solidi e maestosi, e vantano proporzioni sempre armoniose e sapientemente equilibrate, la metrica spaziale è rigorosamente lineare e simmetrica. Le decorazioni sono caratterizzate da leoni alati e sfingi ed il legno utilizzato è il mogano. In onore di Napoleone dilagano decorazioni allegoriche come l'aquila imperiale, la dea Fortuna, la Vittoria alata e simboli militari. Torna di moda la poltrona-trono, con esigenze di parata,  riccamente  ornata  da  intagli  e  rifinita  a  foglia  d’oro. Le consoles continuano a godere di immutata fortuna, ma si prediligono forme strette e allungate, e nel contempo si impone la nuova fortunata tipologia “a mezzaluna”. La “commode” conosce una grande diffusione per ospitare lungo i pilastrini colonne ebanizzate a emiciclo o a tutto tondo, incamiciate entro capitelli di stile dorico, prolungano l’intera cintura rispetto al filo dei cassetti inferiori, e montano caratteristici piedi a plinto fasciato, detti anche “a zampa di elefante”, un piede che insieme alla tipologia “a zampa ferina”, “a triclinium” o “a sfera lambita da artigli d’aquila”, costituirà l’intero organigramma dei sostegni di epoca Impero. Spesso i mobili montano piani in marmo italiano o in granito belga.

Impero (1800-1815)



Biedermeier (1815-1850)

Lo stile nasce in Austria nel 1815 e perdura fino al 1848. Lo stile dell'arredamento diventa pratico e funzionale, rispondente a un gusto semplice e senza pretese con forme curvilinee e nell'insieme una forte stilizzazione geometrica. Si sviluppa l'usanza di adottare, al posto delle stoffe lavorate, la carta da parati per ornare i muri e per la costruzione dei mobili si preferisce il legno di pero, di faggio e di ciliegio. Appaiono i primi mobili composti, come i divani in cui si inserivano dei cassetti, armadi a vetro, scaffali a specchi. È frequente anche l'intaglio che spesso è seguito da piacevoli effetti che si ottengono con l'accostamento di legni a superficie diverse, più o meno lucide. Trovarono particolare diffusione tavoli a piano rotondo o ovale sostenuti da un unico affusto a piede centrale, le sedie adottano misure più contenute, pur manifestando sempre netta prevalenza di linee curve e ornati sovente risolti a colonnine tortili. Il divano acquista funzione prevalente nell’arredo Biedermeier, presenta schienale arcuato e per certi versi prelude a forme che più avanti si noteranno nella produzione di epoca Art Nouveau.

Biedermeier (1815-1850)



Luigi Filippo - Secondo Impero (1830-1870)

I due stili prendono il nome dal re di Francia Luigi Filippo e dal successore Napoleone III, che governò fino al 1870. Nella fattispecie, lo stile Luigi Filippo va dal 1830 al 1848, mentre il Secondo Impero va dal 1848 al 1870. L’industrializzazione provoca un impoverimento della decorazione: una certa freddezza traspare da questi pezzi. La modanatura è quasi inesistente, i pannelli sono piatti e senza movimento, i montanti diritti e lisci sono privi di decorazioni e i loro angoli addolciti. I motivi decorativi non sono  numerosi: filetti leggermente scolpiti sottolineano le volute e gli incroci. La foglia dai larghi petali, le palmette si trovano scolpite sui braccioli o sui piedi dei tavoli. Il motivo a "coscia di ranocchio" è assai caratteristico, così come la cornice a “tulipano”. Si utilizzano legni scuri ed esotici, come il mogano e l'ebano, sui quali si applicano decorazioni in bronzo, madreperla e smalto. Per i letti si fa frequente l'uso del ferro battuto o dell’ottone. Le linee lasciano il posto nuovamente alle curve, ma scompare quasi del tutto l'uso dell’oro.

Luigi Filippo - Secondo Impero (1830-1870)



Vittoriano (1840-1900)

Con il termine architettura vittoriana ci si riferisce ad uno degli stili architettonici predominanti utilizzati durante l'epoca vittoriana riferendosi all'incirca alla durata del regno della regina Vittoria (1837 – 1901), dal quale prese il nome. Una casa arredata con questo gusto preferisce di gran lunga un ambiente ordinato e pulito, con grande dedizione e attenzione per i dettagli, ma anche in un certo senso “estroso” ed un pò sopra le righe, pensiamo, as esempio, alla presenza di ninnoli, soprammobili e statuette in ceramica. I mobili rifiniti in legno ricordano le dimore ottocentesche, meglio con un top in marmo, materiale utilizzato anche nelle pavimentazione per donare eleganza e classe all’ambiente molto in voga nelle case dei nobili si un tempo. Inoltre, non devono mancare, tappezzerie preziose che adornano le pareti, importanti tappeti persiani, tipici di quell’epoca in particolare per le ville più ricche ed esclusive.

Vittoriano (1840-1900)



Liberty - Art Nouveau (1890-1920)

Con il nome di Liberty si intende un vasto movimento artistico che, tra fine dell’800 ed inizi del 900, interessò soprattutto l’architettura e le arti applicate. Nato inizialmente in Belgio, grazie all’architetto V. Horta e H. Van De Velde, il Liberty si diffuse presto in tutta Europa divenendo in breve lo stile della nuova borghesia in ascesa. Il fenomeno prese nomi diversi a seconda delle nazioni in cui sorse: in Francia prese il nome di “Art Noveau” con E. Gallé, in Germania il nome di “Jugendstil” con J. Hoffmann, in Austria fu denominato “Secessione” con O. Wagner e J.M. Olbrich, in Spagna “Modernismo” con A. Gaudì, in Gran Bretagna e Scozia “modern style” con H. Guimard e C.R. Mackintosh. In Italia ebbe inizialmente il nome di “Floreale”, per assumere poi il più noto nome di “Liberty”. Il Liberty nacque dal rifiuto degli stili storici del passato che nell’architettura di quegli anni fornivano gli elementi di morfologia progettuale ed eleganza decorativa. Il Liberty cercò invece ispirazione nella natura e nelle forme vegetali, creando uno stile nuovo, totalmente originale rispetto a quelli allora in voga. Infatti appaiono motivi floreali, viticci che si aggrovigliano, mazzi di fiori stilizzati, foglie, germogli, animali eleganti e sinuosi come il levriero, la farfalla e la libellula.

Liberty - Art Nouveau (1890-1920)



Art deco’ (1925-1940)

Il nome di questo stile eclettico è derivato per estrema sintesi dalla dizione Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne, tenutasi a Parigi nel 1925. Tra le atre cose, l'Art Deco' è caratterizzata dall'uso di materiali come l'alluminio, l'acciaio inossidabile, lacca, legno intarsiato, pelle di squalo o di zebra, con uso massiccio di forme a zigzag o a scacchi, e curve vaste, motivi a 'V' e a raggi solari. Questo stile è caratterizzato da figure femminili dalle chiome fluenti e dal corpo esile, da levrieri, fontane zampillanti, cervi, stelle e rigogliosi grappoli d'uva. I decori sono stilizzati e inseriti ad intarsio su legni pregiati come l'ebano, il mogano e il palissandro. Emile-Jacques Ruhlmann, uno dei massimi esponenti dello stile, attinge a moduli di evidente lessico Impero. Inoltre peculiare nell’Art Déco è il modulo a disposizione simmetrica, la ricerca di sperimentare materiali prestigiosi (legni pregiati, marmi, ori) e l’orientamento inteso alla semplificazione delle forme.

Art deco’ (1925-1940)



Moderno (1940)

L’arredamento moderno, dal 1940 in poi, si contraddistingue dagli altri stili per l’utilizzo di materiali sintetici e superfici tecnologiche. Il minimalismo delle forme rendono questo arredo freddo ma molto elegante e pulito nelle linee. I mobili dell’arredamento moderno sono caratterizzati da linee geometriche ben delineate e pulite dove vi è spazio però anche per linee più sinuose e morbide capaci di smorzare la sobrietà dell’ambiente con un minimo grado di familiarità. Le superfici sono lisce e lucide sia quelle dei mobili che quelle dei pavimenti grazie alle quali gli spazi si allargano. Lo spazio non è più solo qualcosa da riempire ma anzi dovrebbe essere lasciato quanto più libero possibile perchè l’ordine può essere ottenuto solo grazie all’essenzialità, meno è meglio. Lo stile moderno vorrebbe ambienti ampi arredati con pochi mobili e colori scuri eleganti e sobri, includendo ovviamente le macchie di colore o le forme stravaganti.

Moderno (1940)



Provenzale - Shabby Chic (1980)

Lo stile provenzale è contraddistinto da colori, materiali e atmosfere che richiamano, come indica il nome stesso, la Provenza con la sua raffinata eleganza, i suoi colorati campi di lavanda e il suo inconfondibile spirito rustico ma chic. L’arredamento in stile provenzale predilige mobili dall’aspetto invecchiato: recuperati e riverniciati o trattati con la tecnica del decapé. Un armadio in stile provenzale, per esempio, sarà perfetto se verranno messe in risalto le venature del legno di cui è fatto così come le sue imperfezioni. Credenze e cassettiere, in questo senso, sono mobili ideali da collocare in casa con un posto di rilievo e con la possibilità di valorizzarne l’aspetto rustico grazie all’accostamento a fiori freschi e ad accessori in vimini, rame, cotone e lino. In una camera da letto provenzale non può mancare poi un raffinato letto in ferro battuto mentre un bagno in stile provenzale ruota intorno a una vasca con piedini d’appoggio. Immancabili, dappertutto, mazzetti di lavanda e candele profumate.

Provenzale - Shabby Chic (1980)



Contemporaneo (1970)

Lo stile contemporaneo è facilmente riconoscibile per le eleganti, finiture policromatiche che vanno dal bianco al nero, che non perdono mai il loro fascino, oppure colori molto decisi anche abbinati in contrasti netti e forti. Le caratteristiche principali sono le sue linee semplici, pulite, che si ispirano a tutte le forme della geometria e dove le decorazioni, tipiche di uno stile invece classico, sono bandite e si ispirano a un design semplice ma di grande effetto visivo. L’arredamento contemporaneo esplora le nuove frontiere del design con soluzioni all’avanguardia, ergonomiche ed esclusive, in cui anche i materiali più innovativi giocano un ruolo chiave, diventando essi stessi protagonisti assoluti degli ambienti, fino ai giorni nostri.

Contemporaneo (1970)

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